Associazione Prisma Luce

Adozione e scuola

| 0 commenti

Con l’inizio della scuola, i bambini iniziano ad avere delle relazioni emotivamente significative al di fuori della famiglia, quindi con compagni, insegnanti, allenatori e in questo stadio, il bambino sviluppa delle nuove abilità intellettive, per esempio inizia a padroneggiare abilità deduttive ed immaginative oltre alle capacità logiche di pensiero. Tra i 6 e i 12 anni emergono due punti fondamentali, il concetto di sé, cioè la visione che si ha di se stessi, e quello di autostima, cioè il valore di se stesso.

È il momento in cui si vuole appartenere a un gruppo e proprio per questo il desiderio di essere il più simile agli altri è fondamentale, è in questo momento che iniziano a riflettere sul significato del essere adottivo. Io mi ricordo che da piccolo avevo il desiderio di “appartenere”, che fosse una squadra, un gruppo, una classe. Credo che dipendesse dal mio sentirmi in qualche modo diverso e pertanto cercavo di mitigare questa mia diversità “uniformandomi” e il senso di appartenenza mi aiutava. Mi sentivo diverso ma comunque appartenente a qualcosa.

La nuova esperienza scolastica, quindi, riattiva paure e ansie, come la paura del fallimento, quella di non essere all’altezza, quella di un nuovo abbandono, e questi disagi vengono espressi attraverso una serie di comportamenti difficoltosi e a volte incomprensibili per i genitori e insegnanti. A volte, infatti, questi comportamenti vengono scambiati con difficoltà di attenzione, di concentrazione e memorizzazione, o con problemi di iperattivismo; questo succede perché queste attività richiedono, al bambino di soffermarsi, di dare importanza, riattivando, così,   sensazioni di delusione e impotenza di fronte alla ferita dell’abbandono.

A volte, questi bambini possono sembrare pigri e svogliati, questa modalità difensiva gli permette di mantenere una sufficientemente buona immagine di se stessi, oppure sono bambini che raccontano bugie o che ingigantiscono o drammatizzano avvenimenti relativi alla vita precedente l’adozione o in merito alla famiglia adottiva, questo succede perché attraverso la creazione di una realtà fittizia si proteggono dalla sensazione d’impotenza.

Lascia un commento

I campi obbligatori sono contrassegnati con *.


7 − 7 =