Associazione Prisma Luce

l'adolescenza
l'adolescenza

L’Adolescenza

| 0 commenti

l'adolescenza

L’adolescenza è la fase per eccellenza di sconvolgimento fisico e psicoemotivo, che il riferimento primario non è più la famiglia ma il gruppo di pari, in questo momento si ricercano nuove appartenenze, nuove aggregazioni, nuove forme familiari, che si ricercano quelle figure che sentiamo uguali.

Con i coetanei, infatti, si condividono passioni, opinioni, ideali, esperienze, solitudini, è il momento in cui inizia a creare la propria identità, nei ragazzi adottivi questa fase evolutiva è ancora più complicata per il passato nebuloso se non del tutto sconosciuto, una biologia fantasma e magari anche un difficoltoso inserimento nella famiglia adottiva.

La conquista di nuove capacità logico formali, tipiche di questa età, portano l’adottivo ad affrontare il difficile compito di darsi un volto, può infatti essere difficile e disorientante non potersi rispecchiare in nessuno dei membri della famiglia adottiva e i cambiamenti fisici vanno a rimarcare un senso di estraneità con il mondo circostante oltre al fatto che lo sconvolgimento ormonale porta a fare i conti con la propria procreazione.

È una fase molto difficile, ci si è messi alla prova e spesso ci si sente soli e non compresi. È una fase passeggiera, ma che quando si è dentro sembra lunghissima. L’ideale è comunque avere qualcuno che ti ascolta, che sia l’amico o il compagno o anche i genitori. O comunque anche con i genitori non chiudersi perché anche nello scontro comunque c’è un dialogo e anche quando sembra che i figli non ascoltino perché si ribellano, comunque qualcosa resta. E per i figli è importante sapere di contare su di loro. Ritorna il desiderio e la curiosità di conoscere coloro che ti hanno messo al mondo, gli unici, forse, a poter dare delle risposte a quella confusione e quei timori che teniamo dentro, voglia di sapere molto spesso inibita dal senso di lealtà e colpa verso i genitori adottivi, pensieri tipo “mi hanno accolto quando nessuno mi voleva”, “mi hanno levato dalla strada”, o “chissà che fine avrei fatto, nella migliore delle ipotesi sarei rimasta in istituto” sono molto ricorrenti.

Ci sono delle fantasie che hanno sempre fatto parte della mia vita, non so bene da dove arrivassero perché della mia storia non sapevo nulla pur i miei genitori giustamente seconde me, mi hanno sempre lasciato libero accesso alla cartellina con i miei dati della mia vita preadottiva, per cui per me la cosa è stata vissuta diciamo come naturale. Non credo che si debba omettere nulla. Se la cosa è vissuta come naturale.

L’adolescenza rappresenta anche il periodo delle grandi ribellioni, delle provocazioni e aggressioni che nascondono la voglia di controllare il proprio senso d’impotenza di fronte alla possibilità di un nuovo abbandono.

Molti adottivi hanno svariate relazioni sentimentali, questo perché investire su un’unica persona aumenta la probabilità di fallimento, inoltre spesso si cerca nel partner il genitore biologico e quell’indisponibilità emotiva che si era primariamente sperimentato.

Lascia un commento

I campi obbligatori sono contrassegnati con *.


uno × uno =