Associazione Prisma Luce

Gnothi Sauton: Conosci te stesso
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Gnothi Sauton: Conosci te stesso

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Gnothi Sauton: Conosci te stesso

Sabato 24 Gennaio, la nostra Associazione, PRISMA LUCE, è stata invitata dall’Associazione di genitori adottivi Il NUOVO NIDO di Ospitaletto (BS) a partecipare a un seminario rivolto a famiglie adottive, figli e aspiranti genitori adottivi.

Quando ci è stato chiesto di proporre un argomento per la giornata, ci è subito sembrato importante focalizzarci su una tematica a noi molto cara e centrale per l’essere umano, la costruzione della propria identità. Erik Erikson, famoso psicoanalista tedesco, diceva che tema principale della vita degli esseri umani è la ricerca dell‘identità, cioè la conoscenza, la comprensione e l’accettazione di sé, un processo che dura tutta la vita e si raggiunge superando molteplici crisi evolutive, risultato di una maturazione e di  una crescita personale  in armonia  con il proprio ambito socioculturale. L’Identità rimane relativamente stabile per tutta la vita a meno che non si verifichino eventi traumatici di particolare gravità.

Il raggiungimento di un’Identità definita e stabile è di fondamentale importanza, in quanto permette di avere un rapporto equilibrato con la realtà circostante, di contro bruschi cambiamenti nella vita possono modificare profondamente l’immagine che si ha di se stessi  causando così un forte senso di disagio e disorientamento.

La solidità dell’immagine che abbiamo di noi stessi, quindi, è un bisogno primario allo stesso modo in cui lo sono il bisogno di sopravvivenza e di riproduzione, insomma, dobbiamo continuamente sapere di essere qualcuno.

La ricerca dell’identità comincia già alla nascita e si svolge prevalentemente nel rapporto con gli altri, ciò che facciamo quotidianamente va a rafforzare o indebolire il nostro senso di identità.

Per poter costruire l’Identità sono necessari i cosiddetti processi di identificazione, cioè quei processi attraverso i quali si acquisiscono ruoli sociali assumendo i tratti del comportamento delle persone che si ammirano.

Durante la prima infanzia, la qualità del rapporto con i genitori è prioritario. La relazione genitore-figlio può essere considerata la base per lo sviluppo dell’identità e dell’atteggiamento verso se stessi, come anche del comportamento sociale e dell’atteggiamento verso il mondo esterno. Da bambini si impara a conoscere un mondo così come lo propongono i genitori e rimarrà l’unico mondo possibile per lungo tempo. Quindi, cura, protezione e accettazione incondizionata da parte dei propri genitori ci permettono di avere un’idea di quello che siamo e di cosa ci possiamo aspettare dal mondo e dalle persone. Secondo la Teoria dell’Attaccamento di John Bowlby, un buon attaccamento, cioè quel sistema motivazionale primario che si attiva di fronte a particolari condizioni e permette di salvaguardare la relazione privilegiata del bambino con il proprio caregiver e garantire la soddisfazione dei propri bisogni, ci permette di vederci come amabili e competenti e percepiamo gli altri come disponibili e affidabili, di contro un attaccamento instabile ci rimanderà un’immagine non amabile e incapace e gli altri saranno inaffidabili.

In adolescenza, il riferimento passerà dai genitori al gruppo di pari attraverso un processo di individuazione che porterà ad uno stato di autonomia. Dall’adolescenza in poi i nuovi legami affettivi che si creeranno, tenderanno a confermare, consolidare e allargare quanto è stato acquisito. Anche durante l’età adulta, l’identità rimane legata al rapporto con gli altri: identificarsi con gli altri e rendersi conto di essere diversi da loro rimane la condizione essenziale, atteggiamenti, emozioni e comportamenti che riconosciamo in noi stessi ci aiuteranno a conoscere e capire gli altri e viceversa.

Nella condizione adottiva, la costruzione di un’identità stabile e definita diventa un compito molto più complesso e arduo; l’adottivo, infatti, deve inevitabilmente fare i conti con una provenienza di nascita e una d’adozione in un continuo gioco di bilanciamento tra il qui e il là, tra quella che è la sua identità d’origine che le deriva dal luogo, dall’etnia, dalla biologia di partenza e un’identità adottiva acquisita e conquistata attraverso le esperienze quotidiane. Costruire la propria identità per l’adottivo vuol dire, anche, dare significato al presente e al futuro avendo un passato nebuloso, dare senso alla persona che si è e si vorrà diventare, oltre alla continua strutturazione e ristrutturazione di un’identità come partner, così come di una genitoriale, facendo i conti con il fantasma di un’incapacità relazionale affettiva.

Il pomeriggio è stato veramente denso di scambi, di riflessioni e di incontri, è stato bello poter condividere le nostre idee, le nostre emozioni e le nostre esperienze con quelle di tante altre famiglie, ringraziamo l’Associazione IL NUOVO NIDO per l’opportunità offertaci e tutte le persone presenti che hanno reso la giornata arricchente permettendoci di proseguire, con un pezzetto in più, il nostro cammino evolutivo nella costruzione dell’identità.

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